Come Eliminare gli a Capo dai Testi Scaricati in Word

Nella navigazione su Internet è facile trovare molti testi interessanti, che si vorrebbero recuperare per un possibile impiego futuro. Una volta copiato il documento, se lo si inserisce in Word, spesso compaiono numerosi rinvii a capo inutili e indesiderati, che compromettono l’estetica del documento.

Invece di eliminare faticosamente a mano i singoli caratteri di a capo, si può usare una piccola macro. Tramite Strumenti/Macro/Macro (oppure Alt+ F8) si apre una finestra in cui si fornisce un nome per la macro (per esempio Testoscaricato) e poi si fa clic su Crea. Nell’editor Vba si immette ora il seguente codice

Public Sub Testoscaricato()
WordBasic.StartDocument
WordBasic.EditReplace  Find:=”^l^l”, Replace:=”$#$#”, Direction:=0, ReplaceAll:=1, Format:=0, Wrap:=0
WordBasic.EditReplace Find:=”^l”, Replace:=” “, ReplaceAll:=1,  Format:=0, Wrap:=0
WordBasic.EditReplace  Find:=”$#$#”, Replace:=”^p“,  ReplaceAll:=1, Format:=0, Wrap:=0
End Sub

Questa macro ricerca i veri paragrafi in base ai codici di controllo “^l^l”, che provocano due a capo. La prima istruzione sostituisce questi caratteri con altrettanti arbitrari (per esempio, ”$#$#”), che sicuramente non compaiono nel testo

La successiva istruzione sostituisce questi ultimi con uno spazio vuoto: in tal modo si evita che parole contigue dopo l’eliminazione del carattere a capo risultino attaccate l’una all’altra. Per finire, la stringa ”$#$#” viene sostituita dai codici di fine paragrafo semplici.

Recensione Videoproiettore BenQ MS524

BenQ MS524 è un buon videoproiettore, compatto, leggero e funzionale. Dotato anche di un discreto design dalle linee semplici, potrebbe essere il vostro prossimo acquisto.

Si tratta di un videoproiettore basato su tecnologia DLP. Ha una risoluzione nativa un po’ scarsa, pari a 800×600, e un formato 4:3. La luminosità del bianco raggiunge i 3200 lumen, per informazioni aggiuntive sulla luminosità di un videoproiettore leggi la guida sui proiettori per Home Cinema su Videoproiettore.net. Le sue caratteristiche principali sono la leggerezza e le dimensioni, che rendono questo videoproiettore portatile e comodo.

Il BenQ MS524 ha un buon set di porte base: due porte VGA-in, una VGA-out, una porta HDMI, una RCA per jack, due porte per audio in/out nel caso aveste intenzione di usare un sistema audio a parte e un RS232 jack. Inoltre, è possibile trovare una porta USB per connettere il proprio computer o dispositivo multimediale.

Da una distanza di 5 metri, il BenQ MS524 riesce a proiettare un’immagine di 60 pollici (calcolati in diagonale). Questo senza alcuna perdita o degradazione dell’immagine, anche in un ambiente semi-illuminato.
Ottimo per tutti gli usi, questo videoproiettore risponde bene anche al gaming. Forse però altri videoproiettori, come l’Epson EH-TW5300 o l’Epson EH-TW5350, sono più indicati a questo scopo. Ovviamente, il BenQ MS524 fornisce un supporto eccellente nel caso di presentazioni scolastiche o di lavoro. La qualità del testo è piuttosto buona e si possono proiettare powerpoint o relazioni di lavoro.
Purtroppo non è esente da effetti arcobaleno, che possono eventualmente disturbare un pubblico sensibile a tali caratteristiche. D’altro canto questo è un problema di tutti i videoproiettori basati sulla tecnologia DLP.
La qualità dell’immagine risulta infine comunque molto buona, anche se alla lucentezza dei colori viene preferita la luminosità del bianco.

La gestione del video è influenzata notevolmente sia dai limiti della risoluzione del proiettore sia dall’effetto di posterizzazione. Si ha cioè una gestione insufficiente dei contrasti di colore nei rapidi cambi di scena con luminosità differenti.
L’audio sfrutta un diffusore singolo da 2 watt ed il risultato è un suono molto morbido, adatto solo per una piccola stanza.
Da non sottovalutare il fatto che questo proiettore è in grado di proiettare contenuti 3D, con il supporto per il video 3D da lettori Blu-ray o PC. Attenzione però perchè gli occhiali 3D non sono inclusi!

La durata della lampada è molto buona, fino a 10.000 ore in modalità Smart-Eco. Tale modalità regola automaticamente la luminosità della lampada, a seconda delle condizioni di illuminazione.
Il BenQ MS524 è dotato anche di una modalità detta EcoBlank. Essa consente di ridurre il consumo di energia fino al 70% mentre è in pausa. Il proiettore vi entra automaticamente EcoBlank dopo 3 minuti senza segnale.

Considerazioni finali
Tutto sommato, il BenQ MS524 è un buon proiettore. Inoltre va sicuramente considerato che la nota marca di proiettori che lo produce lo mette sul mercato ad un prezzo abbastanza vantaggioso.

Vantaggi
– Leggero
– Ottimo rapporto qualità/prezzo
– Adatto a tutti gli usi
Svantaggi
– Risoluzione nativa limitata
– Effetto Rainbow

Come Impostare la Risoluzione per la Scansione

Quando si vuole procedere alla scansione di un’immagine, spesso non si sa quale risoluzione utilizzare. Se si usa una risoluzione troppo bassa, il risultato è un’immagine sgranata e poco definita. Se si usa una risoluzione elevata, il miglioramento della qualità si traduce in dimensioni del file molto grandi.
C’è una semplice formula matematica che indica la risoluzione ottimale da scegliere, secondo il tipo di utilizzo che si farà dell’immagine
Risoluzione di scansione (in dpi) = Risoluzione dell’output (in dpi) x Larghezza dell’output (in cm) / Larghezza dell’originale (in cm)

La risoluzione dell’output va scelta secondo le proprie esigenze e secondo le capacità della stampante, se l’immagine è finalizzata alla stampa. Nelle Proprietà della stampante va quindi verificata la qualità di stampa supportata dalla stampante, scegliendo eventualmente nella gamma messa a disposizione. Se l’immagine è finalizzata alla visualizzazione su Internet conviene adottare una risoluzione dell’output di 72 dpi. Se non si è certi della finalità di utilizzo dell’immagine, conviene scegliere una risoluzione media, per esempio 300 dpi

La larghezza dell’output è la larghezza che si desidera che l’immagine abbia in seguito alla stampa. Nel caso di immagini da visualizzare solo a schermo, si può stimare direttamente sul proprio monitor: anche qui conviene adottare un valore un po’ più alto, in caso venga visualizzata su schermi a risoluzione maggiore

Una volta effettuato il calcolo, se il valore si venisse a trovare tra due livelli previsti dallo scanner, usare sempre il valore più alto: per esempio, se la risoluzione calcolata è di 117 dpi, utilizzare lo scanner a 150 dpi. Nel caso di immagini da stampare, bisogna tener conto che la risoluzione dichiarata non corrisponde ai dpi effettivi, questo poiché la realizzazione delle sfumature nelle comuni stampanti a getto di inchiostro avviene utilizzando il cosìdetto retino, ossia un quadrato di dimensioni variabili (di solito 5 o 8 pixel, in funzione del numero di sfumature che si vogliono ottenere) che viene utilizzato per rappresentare un punto di colore. Nel caso quindi di un retino di 8 pixel (che garantirà 64 diverse sfumature) la risoluzione effettiva in stampa dovrà essere divisa per 8. Nella stampa in bianco e nero, essendoci un solo colore utilizzabile, il retino viene ridotto a 1 pixel e la risoluzione della stampante corrisponde ai dpi ottenibili. Le migliori stampanti a getto di inchiostro arrivano comunque a produrre stampe aventi risoluzioni di non più di 300 dpi

Vediamo un esempio di applicazione pratica: partendo da una comune fotografia 10 x 15 cm, si vuole ingrandirla fino al massimo formato possibile su un foglio A4. Considerando un margine di stampa di poco meno di un centimetro per lato (valore indicativo, in quanto dipende dalla stampante): la nostra immagine avrà quindi una larghezza di 28 cm. Come qualità di stampa, che in questo caso è necessario sia piuttosto alta, prendiamo per esempio 600 dpi, valore abbastanza comune tra le stampanti ink-jet. Tale valore viene diviso per il retino utilizzato, che ipotizziamo sia di 8 pixel. Il risultato è quindi (600 / 8 x 28) / 15 = 140 dpi, che possiamo approssimare a una risoluzione standard di 150 dpi.

Consigli per la Programmazione

Per ogni buon programmatore è d’obbligo non solo guardare alla correttezza e alla leggibilità del codice scritto ma anche e soprattutto all’ottimizzazione per la compilazione o l’interpretazione dello stesso.
L’aspetto dell’ottimizzazione del codice potrà sembrare marginale ma ci sono casi in cui diventa indispensabile aumentare la velocità di esecuzione, minimizzare l’occupazione di memoria o minimizzare la dimensione nel caso di file compilati.
Semplici passi scritti diversamente possono fare la differenza in termini di prestazioni in codici anche non troppo complessi o lunghi.

Ecco 8 consigli utili e regole da rispettare per scrivere un codice perfetto ed ottimizzato.

PARSIMONIA CON LE ECCEZIONI
Il blocco try & cacth con cui si usa racchiudere pezzi di codice in cui è prevedibile il verificarsi di qualche errore va usato con attenzione e non deve essere considerato una scappatoia veloce per ottenere il risultato voluto.
Esso pesa durante la lettura del codice per cui è molto meglio perdere un po’ più di tempo concentrandosi sulla purezza e correttezza del proprio script; nel caso ne fosse conveniente l’utilizzo, cerchiamo di limitare il codice sotto controllo al minor numero di righe possibile e di usarlo fuori da cicli e in funzioni che non vengano richiamate troppo spesso.

ABBONDATE CON I COMMENTI
In caso di funzioni lunghe o poco chiare o variabili non subito utilizzate ricordatevi di commentare, sia per migliorare la leggibilità per chi potrebbe leggere e continuare il codice al posto vostro che per riutilizzo o modifica futuri.

CURATE LA FORMA
E’ importante, sia per chi sviluppa che per chi legge, che il codice sia chiaro, ordinato e ben formattato.
Date nomi chiari a funzioni, proprietà e variabili per renderne più semplice l’impiego e lo scopo, se lo ritenete opportuno usate prefissi per indicare tipi diversi di variabili e funzioni.
Scrivendo i nomi chiaramente non avrete bisogno di scrivere commenti troppo descrittivi.
Cercate di dichiarare le variabili sempre prima del codice così da poterle ritrovare facilmente.
Indentate per bene le espressioni per capire dove iniziano e finiscono: molti programmi hanno l’indentazione automatica durante la scrittura o opzioni per sistemare il codice in seguito.

ATTENTI ALLE VARIABILI LOCALI
Spesso per comodità si usa dare allo variabili locali di una funzione o di un ciclo lo stesso nome di quelle usate fuori dagli stessi: cercate di non acquisire questa brutta abitudine da cui possono derivare errori banali o difficili da individuare e peggiore leggibilità.
Inoltre ricordiamoci che l’accesso alle variabili locali è più di quello alle globali.

NON TRASCURATE IL CASTING
Sia per i parametri di input in una funzione che per i valori in output è importante specificare CHIARAMENTE il tipo e controllarlo all’inserimento.
In caso di errore a run-time sarà più semplice capire se dipendente dal tipo errato di variabile, piuttosto che essere costretti a scorrere tutta la funzione.

OTTIMIZZATE I CICLI
Nel caso di cicli evitate di calcolare i valori massimi nel ciclo stesso, come for (i=0; i < count($array); i++), poichè il metodo verrebbe richiamato ogni volta.
Meglio valorizzate una variabile fuori dal ciclo per passarla come valore massimo.

NON CREARE TROPPE FUNZIONI
E’ utile separare l’applicazione in diverse funzioni da richiamare all’occorrenza ma valutiamo bene e prima, sia per leggibilità di codice che velocità di esecuzione, quali sono quelle che vale la pena separare per il numero di volte richiamate.
Poi, nel caso di cicli, se la funzione che richiamiamo internamente non è troppo lunga, forse è meglio scrivere quelle righe all’interno che richiamarle sempre all’esterno.

ANALISI DELLE GUARDIE
Nel caso di guardie IF con operatori logici (AND, OR) valutare bene l’ordine degli argomenti.

Caso AND
data la condizione if(cond1 && cond2), nel caso in cui cond1 sia falso, cond2 non verrà nemmeno considerato dall’operatore poichè il risultato è già calcolabile.-
Quindi ottimizziamo il codice ponendo l’argomento col più alto tasso di probabilità di ottenere un false in prima posizione o, nel caso in cui il verificarsi dei 2 argomenti abbia la stessa percentuale di successo, scegliamo il meno impegnativo come il primo ad essere eseguito.

Caso OR
data la condizione if(cond1 || cond2), nel caso in cui cond1 sia vero, cond2 non verrà nemmeno considerato dall’operatore poichè il risultato è già calcolabile.
Quindi ottimizziamo il codice ponendo l’argomento col più alto tasso di probabilità di ottenere un true in prima posizione o, nel caso in cui il verificarsi dei 2 argomenti abbia la stessa percentuale di successo, scegliamo il meno impegnativo come il primo ad essere eseguito.

Come Disabilitare il Touchpad Mentre si Scrive

Oggi voglio presentare una piccolissima utility per coloro che usano un computer portatile e spesso scrivendo cliccano accidentalmente con la mano il touchpad causando danni nel documento che stanno scrivendo.

Il programma si chiama touchpad blocker e semplicemente disabilita il touchpad mentre stiamo scrivendo, si può settare il tempo per cui il touchpad rimane disabilitato, evitando cosi di spostare il puntatore nel nostro documento, oppure spostare il focus su un’altra applicazione causando ingenti danni se non si sta guardando il monitor mentre si digita.

Questo tool è gratuito e scaricabile qui.

Se invece vogliamo disabilitare il touchpad in modo indipendente dal premere un tasto, sui moderni notebook e netbook esiste un pulsante che mediante la combinazione fn+tasto permette di disabilitare il touchpad per esempio quando viene collegato un mouse “esterno”, oppure se vogliamo appoggiare dei fogli sul computer evitando che si sposti il mouse o clicca la dove non dovrebbe.